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  CiniciInfamiViolenti Note e Pensieri a Mano Armata
 
Diario
 




"La tua legge è lenta, fatta di prove, di giudici, di testimoni... per questo spesso la giustizia non fa giustizia. La Nostra invece è più rapida. Per Noi... chi sbaglia paga! [...] Domani compra il giornale..."

(Sbirro la tua legge è lenta...la mia...no !)

Ultime Visioni
La Polizia Chiede Aiuto
Grindhouse - Planet Terror
La Casa del Diavolo (The Devil's Rejects)
La Polizia Ringrazia
La Dama Rossa Uccide 7 Volte

Ultime Letture
Italia Odia (Roberto Curti)
Traditori di Tutti (Giorgio Scerbanenco)
Mucho Mojo (Joe R.Lansdale)

Tracklist
Neil Young "Chrome Dreams II"
Neil Young & Crazy Horse "Live in San Francisco 1978"
Bruce Springsteen & the E.Street Band "Magic"





30 ottobre 2007

BoSox Campioni del Mondo



Più di 80 anni di astinenza non sono passati invano per i Boston Red Sox che conquistano le loro seconde World Series dopo quelle del 2004 in cui fu finalmente sfatata la “maledizione del Bambino”.
Dopo una Regular Season senza grossi intoppi (giusto un tentativo di rimonta degli odiati Yankees nel finale di stagione, ma facilmente rintuzzato), dopo dei playoffs da quasi dominatori, queste World Series contro i debuttanti Colorado Rockies sono state una vera e propria passeggiata di salute. 4 a 0 alla fine con un totale di punti che dice 29 a 10 per Red Sox e un pitching staff mai in difficoltà.
MVP delle finali Mike Lowell, già campione nel 2003 con Florida e reduce dalla lotta vinta contro il cancro.
Onore ai Red Sox quindi che sono ad un Campionato da quella che si potrebbe chiamare Dinastia, e la cosa non sembra poi così impossibile se si conta che nel lineup titolare ci sono la bellezza di due giocatori che saranno considerati Rookies anche la prossima stagione e un altro bel gruppetto di giovani talenti di sicuro e provato valore.
Due parole infine per i miei New York Mets dominatori per tre quarti di stagione e poi protagonisti di uno dei peggiori finali di stagione della storia dell’MLB. Parecchie decisioni importanti saranno da prendere dal management, anche se quella più importante del Manager sembra già presa con la conferma di Willy Randolph. Tutto ruoterà intorno al pitching staff con la necessità di almeno due partenti di primo piano in grado di offrire tanti inning e con un re living staff tutto da costruire. In bocca al lupo a Omar Minaya allora e speriamo che la prossima stagione sia foriera di migliori risultati.


29 ottobre 2007

Ciao Guido, taaaaaaaac !!!



Addio Guido, con te ci lascia l’ultimo stereotipo dei “cumenda”, quei ricchi o arricchiti che hanno caratterizzato la mondanità della Milano da Bere, quelli della Spider e dei week-end al Forte, quelli delle vacanze in Costa Azzurra e delle sciate a Cortina. Sempre in bilico tra simpatia e odiosa tracotanza, con il tuo linguaggio ruspante-snob che mescolava l’italiano milanesizzato con l’inglese.
Grazie Dogui per le sincere e sane risate che ci hai regalato con il tuo personaggio; personaggio che ti è poi rimasto addosso per sempre, forse perché eri veramente un po’ così o forse perché eri abbastanza intelligente e furbo da farcelo credere. Addio Comm. Zampetti, con la fabbrica di salami e con la Sharon che frequenta la III° C, addio o forse arrivederci in Paradiso, quando ci dirai “Uè proletari, lasciate spazio, io è dal 2007 che pascolo qui”

Qualche video per ricordarlo:

http://www.youtube.com/watch?v=lrWYDrkFFXk

http://www.youtube.com/watch?v=A3JcWXRZUpA

http://www.youtube.com/watch?v=DbWzCvKzC1U

http://www.youtube.com/watch?v=p1bkC5mmBLk

http://www.youtube.com/watch?v=JJxxGNC7E64





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permalink | inviato da CervelliaManoArmata il 29/10/2007 alle 16:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


19 ottobre 2007

La Polizia chiede Aiuto di Massimo Dallamano (1974)



Trailer Inglese

Un assassino in tuta di pelle nera e casco in testa semina il terrore per Brescia armato di mannaia, un giro di squillo minorenni per anziani facoltosi, un commissario deciso a tutto per arrivare alla verità, un Sostituto Procuratore donna (il primo nella storia del poliziesco italiano) ad aiutarlo.
Questi gli ingredienti del film che Massimo Dallamano (aka Max Dallamano, Jack Dalmas, Max Dillman, Max Dillmann) mette in scena con una maestria superiore alla media (splendida anche la fotografia di Franco Delli Colli), donandoci un ottima commistione tra thriller Argentiano e poliziesco all’italiana.
Talvolta il regista si perde un pochino soffermandosi con una certa insistenza sui particolari morbosi e spiazzanti (all’epoca), tipo le registrazioni dei rapporti minorenni/clienti o con inquadrature pruriginose, ma lo possiamo anche ritenere una specie di marchio di fabbrica di Dallamano che, come afferma Dino Risi nella sua biografia “I miei mostri” edita da Mondadori, selezionava le sue attrici portandosele a letto. Ne risente talvolta la trama, un po’ a singhiozzo e con qualche forzatura alla sceneggiatura, ma nel complesso la qualità del film non viene intaccata.
Tra i momenti più godibili senz’altro i due agguati da parte del killer mascherato (personaggio funzionale allo svolgimento thriller, un po’ meno alla trama poliziesca) in ospedale e nel parcheggio sotterraneo, non mancano un paio di siparietti splatter con due mannaiate memorabili e un cadavere tagliato a pezzi e ricomposto in fase di riconoscimento.
Mario Adorf ha in questo film una parte breve ma molto intensa (scoprirà che la figlia è nel giro delle prostitute minorenni), Giovanna Ralli bravissima nell’interpretare la fragilità ma anche la determinazione, come donna e come Sostituto Procuratore, splendidamente sopra le righe, come da esigenze di copione, il mio feticcio personale Franco Fabrizi. Rimane il commissario senza macchia Claudio Cassinelli che personalmente non riesco proprio a digerire nella sua inespressività, ma è un parere personalissimo e non condivisibile.
Ultima segnalazione per le splendide musiche del Maestro Stelvio Cipriani

Edizioni DVD:


15 ottobre 2007

Milano 70

Per una volta consentitemi di autopubblicizzarmi.
La rivista fotografica online Witness Journal nel suo Numero 4 ospita un servizio a cura mia e dell'amico Nemesi intitolato appunto Milano 70. Si tratta di una piccola parte del lavoro da noi intrapreso alla ricerca delle locations dei polizieschi italiani.
Spero vi piaccia.
 

http://witness.fotoup.net/Numeri/0004/numero4.html


15 ottobre 2007

Grindhouse - Planet Terror di Robert Rodriguez (2007)


Secondo episodio del dittico Grindhouse ad opera del sopravvalutato Robert Rodriguez che vuole “omaggiare” gli horror seventies ma che, a parere dello scrivente, riesce invece a svilirli e a ridurli in caricatura forzando tutto il forzabile.

Si parte dalla pluriutilizzata, ma sempre valida, idea della fuga di un gas che rende chi lo respira una specie di zombi mutante, si continua con il manipolo di arditi che fronteggia l’emergenza zombi e si finisce con l’immancabile morte dell’eroe che si immola per una vittoria che non si sa se effimera, ma che permette di concludere il film con un lieto fine, se possibile, ancora più stonato e forzato del resto.

Sceneggiatura rabberciatissima, dialoghi talmente eccessivi da essere comici, che contribuiscono a rendere ancora più parodistico il tutto ed abbassano una tensione già di per se piuttosto infima. Mostri stile Troma, ma se proprio si voleva omaggiare gli splatter e l’artigianalità celata dietro certi film, forse anche gli effetti si dovevano fare in quello stile e non utilizzando i mezzi moderni.

Vorrei potervi narrare di una colonna sonora indimenticabile, ma anche questa, composta (sic) dallo stesso Rodriguez, langue per tutto il film e non si lascia ricordare nemmeno per una nota.

Per fortuna ci vengono in sostegno le grazie e la bellezza di Rose McGowan (fidanzata del regista) e Marley Shelton, spassosa l’interpretazione del poliziotto tonto da parte del mago degli effetti speciali Tom Savini, totalmente inutili i camei di Bruce Willis e del solito Quentin Tarantino.

La cosa più bella del film ? Il fake trailer di Machete che lo precede.


7 settembre 2007

La Casa del Diavolo (The Devil's Rejects) di Rob Zombie (2005)

 

Alla fine de “La casa dei 1000 corpi” avevamo lasciato la Famiglia Firefly divisa e in fuga, all’inizio di questo “La casa del Diavolo” (ributtante opera di ripulitura nella traduzione italiana di uno splendido titolo originale: “The Devil’s Rejects”) li ritroviamo tutti, eccetto Captain Spaulding, asserragliati in una fattoria, assediati dalla polizia comandata dallo Sceriffo Wydell. Comincia così la fuga on the road di Baby e Otis che saranno poi raggiunti da papà Spaulding in uno squallido motel nel mezzo del deserto. Alle loro calcagna ancora lo Sceriffo Wydell (coadiuvato da due dubbi scagnozzi interpretati da Danny Trejo e Dakllas Page) in cerca di vendetta per il fratello, ucciso da Otis in una delle sequenze più belle e pregnanti del primo capitolo della saga dei Firefly.

Se “La casa dei 1000 corpi” poteva sembrare un mero esercizio di stile, omaggio da una parte ai capisaldi dell’horror anni 70 (da “Non aprite quella porta” a “Le colline hanno gli occhi”) e da una parte girato con tecniche videoclippare, questo “Devil’s Rejects” risulta essere un Filmone con la F maiuscola. La caratterizzazione dei personaggi e il susseguirsi degli avvenimenti costringe lo spettatore ad una identificazione continua e, se si comincia parteggiando per lo Sceriffo, non si può terminare parteggiando per i Firefly. Tutto il film gioca comunque su un alternanza di situazioni che ci lasciano sempre in bilico con il nostro giudizio, ponendo sullo stesso piano bene e male, giustizia e vendetta.

Lo stile di Zombie si impreziosisce in questa sua seconda opera e dimostra di aver perfettamente appreso le lezioni del grandissimo Maestro Sam Peckinpah (ralenty – fermo immagine), migliora decisamente il montaggio ed utilizza una splendida colonna sonora totalmente integrata con le scene che scorrono sullo schermo, invito tutti a vedere e rivedere la meravigliosa, stupenda sequenza finale sul crescendo delle note di “Free Bird” dei Lynyrd Skynyrd.

Non manca un omaggio a “Shining” di Kubrick, con la “caccia” dello Sceriffo ascia alla mano a Baby in un labirintico recinto del bestiame.

Oltre ai già visti (e apprezzati) Bill Moseley, Sid Haig e la splendida Sheri Moon (fidanzata di Rob Zombie), una nota di merito va all’interpretazione straordinaria dello Sceriffo Wydell di William Forsythe.


7 settembre 2007

Italia Odia di Roberto Curti - Ed. Lindau



Italia Odia di Roberto Curti è un ottimo saggio non solamente sul cosiddetto cinema poliziottesco, ma stila una vera e propria storia del genere a partire dagli anni 40/50, con ampio riferimento ai sottogeneri sorti negli anni 70.

E’ una lettura consigliata sia a chi si decide di avvicinarsi a questo tipo di cinema, sia a chi già lo conosce. I films sono analizzati in maniera abbastanza esaustiva, anzi, in alcuni casi molto esaustiva e diversi finali sono rivelati.


14 agosto 2007

La Polizia Ringrazia di Stefano Vanzina (1972)



Considerato, a ragione, il capostipite del poliziesco all' italiana ne contiene, seppur embrionalmente, tutti gli stilemi.
Vanzina ha grande mestiere, e si vede, risulta forse un po' impacciato nelle (non molte) scene di azione e di inseguimento (povera Laura Belli) e decide di inserire una "educativa" gita in torpedone un po' come nell' incipit di Banditi a Milano di Lizzani.

ATTENZIONE SEGUE SPOILER !!!

Ottimo cast e grande recitazione:
E.M.Salerno nei panni del commissario Bertone, incarna il poliziotto "con le mani legate" senza fronzoli, ma con uno stile decisamente superirore ai suoi successori tutti ammiccamenti, pistolettate e cazzotti, ma che con loro condividerà la tragica, ineluttabile fine.
Ezio Sancrotti (già visto tra gli altri in Banditi a Milano) incarna il poliziotto colluso (e traditore, mannaggia)
Cirlyl Cusack fa il capo dei giustizieri privati anticipando in questa parte il Richard Conte di Roma Violenta.
Corrado Gaipa è l'avvocato "azzeccagarbugli" che usa la legge per proteggere i criminali che assiste.
Mario Adorf è il magistrato ipergarantista che ha però un sussulto nel finale, ma che non concede troppa speranza di reale giustizia.
Franco Fabrizi nella parte del criminale "perseguitato" dalla Polizia.
Mariangela Melato in una parte insipida e abbastanza marginale, ma si sa, nel poliziottesco le donne non avranno quasi mai ruoli di spessore.

Curiosità: Jurghen Drews, che nel film interpreta il rapinatore in fuga che uccide Laura Belli, è oggi un cantante molto popolare in Germania


14 agosto 2007

Grindhouse - A prova di Morte di Quentin Tarantino (2007)



Più che un film un contenitore, un contenitore con all'interno tutto quello che piace a Tarantino, tutto quello che ha ispirato il suo cinema e che ha contribuito a fare in modo che creasse capolavori come Le Iene o Pulp Fiction.
La trama diventa quindi un pretesto per poterci mostrare certe inquadrature (piani sequenza infiniti, la macchina da presa che riprende dal bagagliaio dell'auto, i piedi delle attrici, i poster dei film di genere, gli inseguimenti in auto, figa e violenza, farci sentire le OST dei film poliziotteschi e i soliti dialoghi Tarantiniani, come quello che si svolge al Diner nel secondo episodio (do you remember Le Iene ?), infarciti di citazioni ai suoi film americani di riferimento, da Punto Zero (la macchina dell'inseguimento finale è identica a quella del protagonista) a Zozza Mary, Pazzo Gary a Fuori in 60 Secondi ("ma non la stronzata con la Jolie" ci tiene a precisare).
Il film si apre con i titoli di testa in chiave decisamente seventies e con i classici graffi, spuntinature e cadute di fotogramma pi una pellicola provenienta da quell'epoca. Si divide in due episodi dove il protagonista è StuntMan Mike, stunt man in pensione che gira con l'inquietante macchina nera del poster e ha a che fare in due avventure distinte con due gruppi di fanciulle dalle caratteristiche diverse, ma che nei suoi programmi dovrebbero fare la stessa fine. Nel primo caso raggiungerà il suo obbiettivo, ma nel secondo dovrà affrontare dell tipe decisamente più cazzute che gli daranno "la paga".
Fra le miriadi di omaggi al cinema nostrano dei settanta, da citare nella colonna sonora un brevissimo (quasi impercettibile) inserto di "Gangster Story" dei F.lli De Angelis da "La Polizia Incrimina, la Legge Assolve", il ben più riconoscibile tema di "Italia a Mano Armata" del Maestro Micalizzi abbondantemente utilizzato nell'inseguimento finale e "Violenza Inattesa" da "L' Uccello dalle Piume di Cristallo" .
Che dire, non sono rimasto deluso. Figa, azione, dilaoghi, personaggi azzeccati, musica sublime, ottima fotografia, un po' di sana violenza e tanto cinema di quello che piace a noi. Oddio non è Pulp Fiction, oddio non è le Iene, oddio non è Kill Bill....mavalà ????
Per quelli ci sono i DVD, questo è Grindhouse ed è diverso, bisogna saperlo accettare, e se gli devo trovare una pecca dico che è un vero scandalo non aver dato nemmeno la possibilità, di vedere l'opera come era stata concepita dagli autori con il Double Bill ed i Fake Trailers in mezzo, per il resto senza farsi troppe seghe mentali e senza scadere nel feticismo da citazione dico I PAY FOR IT, I GOT IT...AND I REALLY LIKE IT !






27 giugno 2007

Gangland di Stefano di Marino aka Stephen Gunn

 

Era il mio primo approccio con il personaggio de Il Professionista creato dalla penna di Stefano di Marino, qui sotto le vesti di Stephen Gunn. Nessuna delusione, anzi. Ma andiamo con ordine.

Chance “Il Professionista” Renard ex Legione Straniera, ex militare al servizio di chi lo paga, arriva a Gangland (una Milano mascherata che potrebbe essere una metropoli ovunque nel mondo) per aiutare un suo ex commilitone in pericolo. Qui Chance si troverà a scontrarsi con un killer Macedone che brama vendetta, in quanto la sua famiglia fu uccisa proprio dal Professionista e dal suo amico in un azione in Kosovo, con i mafiosi locali, terroristi internazionali e con un mediatore Giapponese. Il Professionista sarà invece coadiuvato da un manipolo di non-professionisti capeggiato da un gobbo dal grilletto facile.

Infarcito di omaggi e rimandi al cinema poliziesco italiano degli anni ’70 (da Merli a Milian passando per Di Leo compresa la comparsa del compianto Nello Pazzafini), ci sono tutti gli ingredienti per rendere la miscela esplosiva: soldi, droga, armi segrete, intrighi, donne fatali e pericolosissime, tanta azione ma anche tanta ironia in questo racconto che mi sento di straconsigliare per una più che piacevole lettura estiva (e non solo).


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